Che rapporto hanno gli uomini con il proprio aspetto? L’Osservatorio Barberino’s su barba e capelli, tra paure, autostima e relazioni

Il rapporto degli uomini con il proprio aspetto va ben oltre il tempo trascorso davanti allo specchio. Barba e capelli possono entrare nel modo in cui ci si vede, nella sicurezza con cui ci si presenta agli altri e persino nelle relazioni sociali, tra il desiderio di sentirsi in ordine, le piccole insicurezze e la paura che qualcosa nel proprio aspetto possa cambiare nel tempo.
A raccontarlo è un’indagine condotta nel 2026 da Barberino's*, che restituisce un rapporto con la propria immagine fatto di attenzione, ma anche di paure e condizionamenti. Secondo l’Osservatorio Barberino’s su barba e capelli, oltre 9 uomini su 10 dichiarano di prestare attenzione al proprio aspetto e, quando si parla di capelli, 3 su 5 indicano proprio la loro perdita come il cambiamento che inciderebbe maggiormente sull'autostima. Ma nel modo in cui gli uomini si vedono entra anche lo sguardo degli altri: più di 8 su 10 ritengono che barba e capelli incidano molto sulla percezione che gli altri hanno di loro e 1 su 5 ha rimandato almeno una volta un appuntamento perché non si sentiva in ordine.
Non tutti i cambiamenti, però, vengono vissuti come qualcosa da nascondere. Quasi 1 uomo su 2 considera i capelli bianchi affascinanti e capaci di trasmettere maturità, una percezione che trova conferma anche nello sguardo femminile.
Tra autostima, paure, relazioni e modelli di attrattività, la ricerca Barberino’s racconta così che cosa significa, oggi, per gli uomini sentirsi a proprio agio con barba, capelli e, più in generale, con la propria immagine.
Grooming maschile: quanto conta l'aspetto e quanto tempo gli dedicano gli uomini?
Essere curati conta, ma non serve necessariamente trascorrere molto tempo davanti allo specchio. Secondo l’Osservatorio Barberino’s, infatti, il 96% degli uomini dichiara di tenere al proprio aspetto almeno in alcune circostanze: il 50% ci tiene senza volervi dedicare troppo tempo, il 38% ama essere sempre curato e l'8% si concentra soprattutto sulle occasioni importanti. Sono invece decisamente meno numerosi quelli che fanno soltanto lo stretto necessario (4%) o non considerano il proprio aspetto una priorità (meno dell’1%).
Il tempo dedicato ogni giorno alla routine di grooming maschile, cioè alla cura quotidiana del proprio aspetto, sembra confermare questo equilibrio tra attenzione e praticità. Complessivamente, l'86% degli uomini non supera i 10 minuti per la propria routine mattutina: più della metà impiega meno di 5 minuti (52%) e un altro 34% tra i 5 e i 10. Solo il 12% arriva a dedicare tra i 10 e i 20 minuti alla propria routine e appena il 3% supera i 20 minuti.
Dietro questa fotografia nazionale si nascondono però abitudini differenti a seconda delle generazioni e dei territori: età e latitudini, infatti, cambiano il modo in cui gli uomini vivono la cura di sé e il tempo che scelgono di dedicarle.
Gen Z, Millennials e Boomer: come cambia il prendersi cura di sé
È soprattutto la Gen Z a dichiarare di voler essere sempre curata: lo afferma il 46% dei rispondenti appartenenti a questa generazione, oltre 7 punti percentuali sopra la media nazionale. La stessa risposta raccoglie il 40% tra i Baby Boomer, il 40% nella Gen X e il 33% tra i Millennials. Questi ultimi sono invece quelli tra cui è più diffuso il desiderio di tenere al proprio aspetto senza volervi dedicare troppo tempo, indicato dal 52,5% dei nati tra il 1981 e il 1996; elevata anche la percentuale tra i rispondenti della Gen X: 52%.
Il rapporto tra attenzione e tempo riserva però un dato interessante. Millennials e Gen Z sono le generazioni in cui le routine più rapide risultano maggiormente diffuse: il 60% dei Millennials e il 51% della Gen Z dichiarano di impiegare meno di 5 minuti, rispetto al 43% della Gen X e al 31% dei Baby Boomer. Sono proprio questi ultimi, al contrario, a mostrare la maggiore incidenza di routine più lunghe: il 25,5% dei Baby Boomer supera i 10 minuti, rispetto al 18% della Gen Z, al 17% della Gen X e al 9,5% dei Millennials.
Come cambia la cura del proprio look tra le regioni italiane
Anche dal punto di vista geografico emergono modi diversi di vivere la cura di sé, sia nell'attenzione riservata al proprio aspetto sia nel tempo dedicato alla routine quotidiana.
In Puglia (49%), Campania (47%) e Piemonte (45%) la percentuale di uomini che dichiara di amare essere sempre curato supera sensibilmente la media nazionale del 38%. Un approccio più distaccato emerge invece in Emilia-Romagna (10%), Lombardia (5,5%) e Veneto (5%), considerando insieme chi dichiara di fare soltanto lo stretto necessario e chi non ritiene il proprio aspetto una priorità, a fronte di una media nazionale del 4%.
Il tempo racconta una geografia in parte diversa. In Toscana (61%), Veneto (58,5%) e Sicilia (55%) più della metà degli uomini dichiara di impiegare meno di 5 minuti ogni mattina. Le routine che superano i 20 minuti rimangono decisamente meno comuni, ma raggiungono percentuali superiori alla media nazionale del 3% in Lazio (8%), che supera così di oltre tre volte il dato complessivo, Campania (4%) ed Emilia-Romagna (3,5%).
Perdita dei capelli, barba e capelli bianchi: cosa incide sull'autostima degli uomini?
Se essere curati conta, secondo l’Osservatorio Barberino’s su barba e capelli ci sono alcuni cambiamenti di barba e capelli capaci di toccare più direttamente il rapporto degli uomini con la propria immagine e la propria autostima.
E sono soprattutto i capelli a rappresentare un terreno sensibile: il 79,5% indica almeno uno dei cambiamenti proposti come potenzialmente capace di incidere sulla propria autostima, mentre solo il 20,5% afferma che nessuno avrebbe conseguenze. A preoccupare più di tutto è la possibilità di perdere i capelli, indicata dal 60% degli uomini, molto più del diradamento (16%) e dei capelli bianchi (4%). Una paura che diventa ancora più forte tra i giovani: nella Gen Z, il 74% indica la perdita dei capelli come il cambiamento che inciderebbe maggiormente sulla propria autostima. La percentuale rimane elevata tra i Millennials (65%), per poi scendere al 43% nella Gen X e al 40% tra i Baby Boomer. E proprio tra questi ultimi emerge il rapporto più distaccato con i possibili cambiamenti dei capelli: il 46% afferma che nessuno di quelli proposti avrebbe conseguenze sulla propria autostima, contro appena l'8% della Gen Z.
Con la barba le insicurezze sono meno diffuse e soprattutto più frammentate. Complessivamente, il 47% degli intervistati indica almeno una caratteristica capace di metterlo a disagio; il 31% non ne segnala invece nessuna, mentre il 21% dichiara di non portare la barba. Tra le problematiche indicate, la più comune è la difficoltà nel gestirla o mantenerla in ordine (18%), seguita dalla crescita irregolare (15%) e dalla scarsa foltezza (12%); decisamente meno sentita è una crescita troppo lenta (1,5%). Anche in questo caso l'età sposta l'attenzione su aspetti diversi: tra i Millennials pesa soprattutto la difficoltà di mantenere la barba in ordine (21%), mentre nella Gen Z emergono maggiormente la crescita irregolare (17%) e la barba poco folta (13%).
Anche dal punto di vista territoriale cambia il tipo di insicurezza che tende a emergere. Per i capelli, in Emilia-Romagna la perdita raggiunge il 76%, rispetto al 60% nazionale; in Campania assume maggiore peso il diradamento (19,5% contro 16%) e in Toscana spicca la paura dei capelli bianchi (9% contro 4%). Sul fronte della barba, in Puglia emergono tra le principali preoccupazioni sia la crescita irregolare (22%) che la scarsa foltezza (18%), mentre in Toscana pesa maggiormente la difficoltà di gestirla e mantenerla in ordine (26%) e in Veneto la crescita troppo lenta della barba raggiunge il 4%, contro l'1,5% nazionale.
Che cosa pensano gli uomini dei capelli bianchi?
Se la perdita dei capelli rappresenta la paura principale, vederli diventare bianchi racconta una storia quasi opposta. Come anticipato, i capelli bianchi sono infatti il cambiamento che meno inciderebbe sull'autostima e, quando agli uomini viene chiesto di valutarli come scelta estetica, quasi la metà (49%) li considera affascinanti e capaci di trasmettere un senso di maturità. Per il 39% sono indifferenti e solo il 12% non li apprezza e preferirebbe coprirli.
Una percezione positiva che attraversa le diverse fasce d'età: il fascino dei capelli bianchi è particolarmente riconosciuto dalla Gen X (54%) e dai Baby Boomer (51%), ma rimane la risposta più frequente anche tra Millennials (49%) e Gen Z (45%). Il segno del tempo, quindi, non coincide necessariamente con qualcosa da nascondere: almeno quando si parla di capelli bianchi, può diventare esso stesso un elemento di attrattività.
Che cosa pensano le donne dei capelli bianchi su un uomo?
E quando entra in gioco lo sguardo femminile, gli uomini sembrano aspettarsi un giudizio ancora più favorevole. Se quasi 1 uomo su 2 considera personalmente i capelli bianchi affascinanti e capaci di trasmettere maturità, secondo l’Osservatorio Barberino’s la percentuale sale al 56% quando viene chiesto loro che cosa ne pensino le donne. Solo il 6% ritiene che non li apprezzino e preferiscano vederli coperti, mentre per il 38% sarebbero indifferenti.
Una percezione che trova una conferma piuttosto precisa proprio nelle risposte femminili. In una seconda ricerca condotta da Barberino's nel 2026 coinvolgendo 1.027 donne, il 52% considera i capelli bianchi affascinanti e un segno di maturità, mentre il 34% si dichiara indifferente. Il 14% afferma invece di non apprezzarli e di preferirli coperti.
Gli uomini sembrano quindi cogliere bene il fascino che i capelli bianchi esercitano sullo sguardo femminile: per oltre 1 donna su 2 sono un elemento di attrattività e maturità. Paiono semmai sottostimare la quota di chi preferirebbe vederli coperti, che passa dal 6% immaginato dagli uomini al 14% dichiarato dalle donne.
Quanto conta lo sguardo degli altri? Barba e capelli nella percezione sociale
Il rapporto con il proprio aspetto non si esaurisce nel modo in cui gli uomini vedono se stessi. Dopo autostima e insicurezze, entra infatti in gioco anche l'immagine che si pensa di trasmettere all'esterno: per l'83% degli intervistati barba e capelli incidono molto sulla percezione che gli altri hanno di loro. Solo il 16% ritiene che incidano poco e meno dell’1% per niente. Una percezione che trova conferma anche nello sguardo femminile: l’83% delle donne afferma che il taglio di capelli incide molto sull’attrattività complessiva di un uomo, mentre per la barba la percentuale si attesta al 64,5%.
Il peso attribuito allo sguardo degli altri cresce soprattutto tra i più giovani: nella Gen Z la percentuale raggiunge l'87,5%, rispetto all'84% della Gen X, all'82% dei Millennials e al 78% dei Baby Boomer. Anche sul territorio il dato rimane generalmente elevato e sfiora 9 uomini su 10 in Puglia (89%), Lazio (88,5%) e Campania (87%).
Ma quali sono, concretamente, i dettagli capaci di far sentire un uomo meno a proprio agio con il suo aspetto? I capelli disordinati sono di gran lunga il piccolo problema estetico più fastidioso, indicato dal 39% degli intervistati. Seguono la barba incolta (17%) e gli inestetismi della pelle del viso (16%), mentre l'alito raccoglie il 12% delle risposte e le occhiaie il 9%. Solo il 7% dichiara di non essere infastidito da nessuno dei problemi proposti. Barba e soprattutto capelli tornano quindi al centro anche quando non si parla di grandi cambiamenti o paure, ma semplicemente di sentirsi in ordine nella quotidianità.
Anche ciò che crea maggiore fastidio cambia con l'età. Il 48% dei rispondenti della Gen Z indica i capelli disordinati come principale motivo di disagio, e nella stessa generazione raggiungono il valore più elevato anche gli inestetismi della pelle del viso (20%). La barba incolta pesa invece soprattutto tra i Baby Boomer (23%), mentre le occhiaie raggiungono il 14% nella Gen X e l'alito il 13% tra i Millennials.
Sul territorio, i capelli disordinati assumono un peso particolarmente rilevante in Campania (49%), Puglia (47%) e Sicilia (43%). Quando il fastidio riguarda invece la barba incolta, percentuali più elevate si osservano in Toscana (22%), Puglia (21%) e Lombardia (18%).
Non sentirsi in ordine può far rimandare un appuntamento?
Per alcuni uomini, il disagio per il proprio aspetto non resta confinato davanti allo specchio, ma entra nelle scelte della vita sociale. Il 21% dichiara di aver rimandato almeno una volta un appuntamento perché non si sentiva in ordine: il 17% lo ha fatto una volta e il 4% più di una volta. A questi si aggiunge un altro 34,5% che ci ha pensato, pur senza arrivare a cambiare i propri programmi. Complessivamente, quindi, il 55% degli uomini ha rimandato un appuntamento o ha almeno preso in considerazione l'idea di farlo perché non si sentiva in ordine.
È ancora una volta la Gen Z a mostrare la maggiore sensibilità: il 26% ha effettivamente rimandato un appuntamento almeno una volta e un ulteriore 35,5% ci ha pensato senza farlo. La quota di chi è passato concretamente all'azione scende invece intorno al 19% tra Millennials, Gen X e Baby Boomer.
Anche sul territorio il fenomeno assume intensità differenti: in Puglia (31%), Campania (30%) e Calabria (28%) più di un uomo su quattro dichiara di aver effettivamente rimandato almeno una volta un appuntamento perché non si sentiva in ordine, rispetto al 21% nazionale.
Barba e capelli: quali look fanno sentire gli uomini più attraenti?
Quando si parla di attrattività, non esiste un unico modello di barba nel quale gli uomini preferiscono vedersi. A livello nazionale è l'effetto naturale, o “finto trasandato”, a raccogliere più preferenze (39,5%), seguito dal viso ben rasato (33%) e dalla barba curata con linee nette e definite (27%). Più che la presenza o l'assenza della barba in sé, emerge quindi una pluralità di modi diversi di sentirsi a proprio agio con il proprio viso. Le preferenze femminili vanno nella stessa direzione: anche tra le donne è l’effetto naturale o “finto trasandato” lo stile preferito nel partner (41%), davanti alla barba con linee nette e definite (34%) e al viso ben rasato (24%). Lo stesso look è anche quello più associato a un uomo sicuro di sé (39%), seguito a poca distanza dalle linee nette e definite (38%).
Le preferenze diventano però più nette quando entra in gioco l'età. Tra i Millennials domina nettamente l'effetto naturale, scelto dal 51%, mentre nella Gen Z prevale il viso ben rasato (51%), una preferenza ancora più marcata tra i Baby Boomer (61%). La Gen X appare invece quasi perfettamente divisa tra ben rasato (36%) ed effetto naturale (35%), con la barba definita poco distante al 29%. Quest'ultimo stile raggiunge una quota simile anche tra i Millennials (30%), mentre scende al 18% tra i Baby Boomer.
Quando si passa ai capelli, il quadro nazionale è invece quasi perfettamente diviso tra due look: il 44% degli uomini si sente più attraente con un taglio medio e curato, e un altro 44% preferisce un taglio corto e ordinato. Molto più distanti sono il rasato, scelto dal 9%, e il lungo e selvaggio, fermo al 3%. Nel complesso, quindi, quasi 9 uomini su 10 scelgono uno dei due stili accomunati da ordine e cura, indipendentemente dalla lunghezza. Non sorprende, allora, che i capelli disordinati siano il piccolo problema estetico che infastidisce più uomini in assoluto. Anche sui capelli uomini e donne mostrano preferenze simili: tra le donne prevale il taglio medio e curato (51%), seguito dal corto e ordinato (38%), mentre lungo e selvaggio (6,5%) e rasato (5%) restano nettamente più distanti.
L'equilibrio nazionale scompare però quando si guarda alle diverse generazioni. Se nella Gen Z il taglio medio e curato domina con il 69%, contro il 25% che preferisce quello corto e ordinato, tra i Millennials le due opzioni sono già molto più vicine (46% contro 42%) e, con il crescere dell'età, il rapporto si capovolge: il corto e ordinato è scelto dal 56% della Gen X e dal 70% dei Baby Boomer. Il rasato raggiunge invece il 14% nella Gen X, mentre il lungo e selvaggio rimane marginale in tutte le principali generazioni.
Anche a livello territoriale emergono preferenze diverse nel modo in cui gli uomini amano vedersi, sia per la barba sia per i capelli. Per la barba, l'effetto naturale o “finto trasandato” raccoglie percentuali particolarmente elevate in Campania (47%), Emilia-Romagna (45%) e Toscana (43,5%); la barba con linee nette e definite trova invece maggiore spazio in Calabria (36%), Puglia (35%) e Piemonte (31%), mentre il viso ben rasato supera la media nazionale in Sicilia (39%), Lombardia (38%) e Veneto (37%). Guardando ai capelli, infine, il taglio medio e curato raggiunge percentuali particolarmente elevate in Campania (58%), Piemonte (52%) e Toscana (48%), mentre il corto e ordinato emerge in Calabria (54%), Emilia-Romagna (52%) e Lombardia (50%).
Partner, amici o social: chi influenza davvero il cambio look?
Sapere come ci si preferisce è però solo una parte del racconto: le scelte di look possono nascere anche dall'ispirazione esterna e dal confronto con le persone che ci circondano.
Social e TV, per esempio, hanno spinto quasi 1 uomo su 2 (48,5%) a cambiare almeno una volta il proprio aspetto dopo aver visto qualcuno sullo schermo: il 28% lo ha fatto raramente, il 17% qualche volta e il 4% spesso.
Qui il divario generazionale è particolarmente netto. La Gen Z è di gran lunga la più permeabile ai modelli visti sui social o in TV: il 68% ha cambiato look almeno una volta dopo aver visto qualcun altro, contro il 50% dei Millennials, il 37% della Gen X e appena il 19% dei Baby Boomer. Tra i più giovani, inoltre, l'8% dichiara di farlo spesso, mentre solo il 32% afferma di non essere mai stato influenzato in questo modo.
Sul territorio, l'influenza di social e TV appare particolarmente presente in Puglia, dove il 60% ha cambiato look almeno una volta, Campania (58%) e Veneto (56%), rispetto al 48,5% nazionale. In altri territori prevale invece chi dichiara di non averlo mai fatto, come nel Lazio (59%) e in Lombardia (56%).
Social e TV possono quindi suggerire un look, ma quando il cambiamento diventa una scelta concreta sono soprattutto le relazioni più vicine a pesare. Il 60% degli uomini indica il partner tra le persone che hanno influito o potrebbero influire sulla decisione di cambiare look, davanti agli amici (20,5%), ai genitori (8,5%), ai figli (7%) e ai colleghi o capi (6,5%). Il 32% dichiara invece che nessuno potrebbe influenzarlo.*
L'età amplia o restringe anche la rete delle persone ascoltate. Il partner raggiunge il 62% tra i Millennials e il 61% nella Gen X, rimanendo centrale anche nella Gen Z (57%). Proprio i più giovani, però, mostrano influenze più diversificate: il 34% della Gen Z indica gli amici e il 19% i genitori, valori nettamente superiori alle altre generazioni. Nella Gen X acquistano invece maggiore peso i figli (12%), mentre colleghi e capi raggiungono l'8,5% nella Gen Z e il 7% tra i Millennials.
Anche sul territorio il partner rimane il riferimento più forte, raggiungendo percentuali particolarmente elevate in Veneto (68%), Lazio (63,5%) e Piemonte (61%). Gli amici acquistano invece maggiore peso in Veneto (30,5%), Sicilia (21%) e Lazio (21%).
Al di là delle differenze, il quadro suggerisce quindi una distinzione piuttosto chiara: lo schermo può fornire modelli e ispirazioni, ma sono soprattutto le relazioni personali, e in primo luogo quella di coppia, a orientare il modo in cui gli uomini immaginano un cambiamento della propria immagine.
Barbiere, capelli e skincare: per cosa preferiscono spendere gli uomini?
L'attenzione alla propria immagine trova infine un riflesso anche nelle scelte di spesa. Se l'abbigliamento resta la voce su cui gli uomini investirebbero più volentieri (38%), subito dopo vengono il barbiere (18,5%) e i capelli (12%). Seguono la skincare (12%) e il profumo (9%), mentre il 10% dichiara che preferirebbe risparmiare.
Sono preferenze che si inseriscono in un mercato della bellezza maschile ormai rilevante anche dal punto di vista economico. Secondo il Centro Studi di Cosmetica Italia1, il mercato cosmetico maschile vale 3,5 miliardi di euro, pari al 26% dei consumi cosmetici complessivi, considerando anche le categorie di prodotto non segmentate per genere. Anche la skincare entra nelle abitudini delle generazioni più giovani: secondo una ricerca di EngageMinds HUB dell'Università Cattolica2, tra i 18 e i 24 anni il 42% dichiara di utilizzare prodotti per la cura della pelle.
Anche il modo in cui gli uomini sceglierebbero di spendere cambia però con l'età. L'abbigliamento rimane la prima scelta in tutte le principali generazioni, ma il barbiere acquista maggiore peso tra i Millennials (21%) e la Gen X (20%). La Gen Z mostra invece le percentuali più elevate sulla spesa per capelli (14,5%) e profumo (13%), mentre tra i Baby Boomer emerge maggiormente la skincare, scelta dal 16%, il valore più alto tra le generazioni.
Le preferenze assumono sfumature diverse anche sul territorio. Per il barbiere, percentuali particolarmente elevate si osservano in Campania (29%), Emilia-Romagna (24%) e Lazio (20%), rispetto al 18,5% nazionale. Quando invece la spesa riguarda direttamente i capelli, emergono soprattutto Emilia-Romagna (21%), Puglia (19%) e Piemonte (18%), tutte al di sopra del 12% registrato complessivamente.
Dalla routine quotidiana alle paure, fino allo sguardo degli altri e alle scelte di spesa, il rapporto degli uomini con il proprio aspetto appare quindi molto più ampio della semplice cura estetica. Barba e capelli diventano elementi attraverso cui sentirsi in ordine, esprimere il proprio stile e confrontarsi con la propria immagine e con quella percepita dagli altri. I dati dell'Osservatorio Barberino's mostrano però anche un approccio pragmatico: la cura conta, ma non sempre richiede molto tempo e cambia profondamente tra generazioni, territori e sensibilità individuali.
FAQ
Quanto incidono barba e capelli sull'autostima degli uomini?
Sono soprattutto i capelli a incidere sull'autostima maschile: il 60% degli uomini indica la loro perdita come il cambiamento che avrebbe l'impatto maggiore, davanti al diradamento (16%) e ai capelli bianchi (4%). La sensibilità alla perdita è particolarmente forte nella Gen Z, dove la percentuale sale al 74%. Anche la barba può essere fonte di insicurezza: il 47% degli intervistati indica almeno una caratteristica capace di metterlo a disagio.
Qual è la principale paura degli uomini legata ai capelli?
La perdita dei capelli è il cambiamento che inciderebbe maggiormente sull'autostima per 3 uomini su 5. Il dato cresce ulteriormente tra i più giovani: nella Gen Z lo indica il 74% dei rispondenti appartenenti alla generazione, contro il 65% dei Millennials, il 43% della Gen X e il 40% dei Baby Boomer.
Quanto può influire il sentirsi in ordine sulla vita sociale degli uomini?
Il rapporto con il proprio aspetto può arrivare a incidere anche sui comportamenti sociali. Il 55% degli uomini ha almeno pensato di rimandare un appuntamento perché non si sentiva in ordine e il 21% lo ha effettivamente fatto almeno una volta. Tra la Gen Z, la quota di chi ha rimandato concretamente un appuntamento sale al 26%.
I capelli bianchi sono considerati attraenti da uomini e donne?
Sì, per circa la metà dei rispondenti. Il 49% degli uomini considera i capelli bianchi affascinanti e capaci di trasmettere maturità e il 56% pensa che anche le donne li apprezzino. La seconda ricerca condotta da Barberino's conferma in buona parte questa percezione: il 52% delle donne intervistate li considera affascinanti e un segno di maturità.
Note
* domande a risposta multipla
1. Centro Studi di Cosmetica Italia, Rapporto Annuale, 2025
2. EngageMinds HUB – Consumer, Food & Health Engagement Research Center, Università Cattolica del Sacro Cuore, Boom Skin care, un italiano su 2 acquista prodotti dedicati. Anche gli uomini protagonisti di questa nuova passione, cura della pelle per 1 su 5, 2024
Nota metodologica
L'Osservatorio Barberino's 2026 sul rapporto degli uomini con barba, capelli e propria immagine è stato realizzato attraverso un questionario rivolto a 1.138 uomini in Italia, appartenenti a diverse fasce d'età e regioni. La rilevazione è stata condotta nel mese di agosto 2026. Per l'analisi generazionale, i rispondenti sono stati suddivisi nelle seguenti fasce: Baby Boomer (1946-1964), Generazione X (1965-1980), Millennials o Generazione Y (1981-1996) e Generazione Z (1997-2012). Le percentuali riferite alle singole generazioni sono calcolate sul totale dei rispondenti appartenenti alla rispettiva fascia generazionale. I dati presentati nel testo sono stati arrotondati per facilitarne la lettura e possono pertanto differire lievemente dai valori puntuali rilevati.
L’Osservatorio è integrato con una survey condotta da Barberino’s e rivolta a oltre 1.000 donne in Italia appartenenti e diverse fasce d'età e regioni, realizzata nel mese di luglio 2026.





